Venticinque

Postato il aprile 1, 2010 da Daniele

“Ogni individuo ha diritto a un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia, con particolare riguardo all’alimentazione, al vestiario, all’abitazione, alle cure mediche e ai servizi sociali necessari”.

Queste parole furono scritte subito dopo la II guerra mondiale. Riassumevano, insieme a molte altre, l’impegno a liberare il mondo dalla guerra, dall’ingiustizia, dalla fame. Non è andata esattamente così: le guerre ci sono ancora, come ancora c’è l’oppressione. In quanto alla fame, l’anno scorso le persone che la patiscono hanno superato di gran lunga il miliardo.

Eppure queste parole, che sono contenute nell’articolo 25 della Dichiarazione universale dei diritti umani del 1948, sono attuali come non mai e ActionAid vuole trasformarle in realtà. Non da sola, ovviamente, e non caricandosi questa responsabilità tutta sopra le proprie spalle.

Sia chiaro: il rispetto dei diritti umani è prima di tutto un compito delle autorità di ogni nazione. Ma i cittadini comuni devono sentirsi responsabili di quello che accade intorno a loro e fare la propria parte. Come? E’ quello di cui vorrei discutere in questo blog.

Una volta alla settimana – il mercoledì – verrà proposto un tema, un fatto, un’iniziativa. Ne parleremo, confrontando punti di vista e proponendo soluzioni. Con l’obiettivo di vincere la povertà, insieme.

Commenti (7)

 

  1. marilena scrive:

    sono d’accordo.se i cittadini non continuassero ad essere sudditi forse qualcosa cambierebbe .Se si prendesse coscienza dell’art.25 della dichiarazione dei diritti umani del ’48 forse anche qualcos’altro cambierebbe..

  2. silvia scrive:

    ciao a tutti, trovo quest’idea stupenda, in questo modo avremo l’opportunitĂ  di scambiare notizie e punti di vista! io sono una vostra sostenitrice, ammiro il lavoro che fate!!

  3. Daniele scrive:

    Cara Silvia, grazie del tuo messaggio. Siccome sei una nostra sostenitrice, piĂą che scrivere ‘ammiro il lavoro che fate’ puoi scrivere ‘il lavoro che facciamo’ ;) . Actionaid crede moltissimo nel lavorare insieme, con pari dignitĂ  e pari diritti. E questo vale per tutti: noi dello staff, gli attivisti dei gruppi locali, voi sostenitori e, soprattutto, le persone delle comunitĂ  piĂą povere insieme - piuttosto che per - a cui lavoriamo per sconfiggere fame e povertĂ . Grazie ancora.

  4. Daniele scrive:

    Cara Marilena,
    noi ci crediamo: pensiamo che siano davvero tante le persone che vogliono essere cittadini e non sudditi, che vogliono, da protagonisti, combattere contro le ingiustizie e darsi da fare per rendere questo mondo migliore. Insieme, davvero, possiamo rendere la Dichiarazione universale dei diritti umani una realtĂ . Grazie.

  5. Diego scrive:

    Certo vincere la povertĂ  è importante, ma ogni tipo di povertĂ . Esiste una povertĂ  culturale che rende le persone “indifferenti” verso diversi tipi di problematiche, la stessa indifferenza che porta all’emarginazione sociale, al pregiudizio e infine all’intolleranza e al razzismo. E questo non è solo questione di colore della pelle, persino nostri simili sono soggetti a questa odiosa forma di violenza silenziosa. Sì, perchè per essere brave persone non basta non fare del male, bisogna anche fare del bene. Non parlo di caritĂ  e pietismo, perchè il rapportarsi con gli altri è e deve rimanere un gesto naturale.

  6. Attilio scrive:

    Ho scoperto da poco 25e ne sono subito diventa fan mi piacciono le cose serie sensate che si occopanodi problemi sociali( oggi ne abbiamo tanti da risolvere )mi piace il lavoro che fate e voglio poter contribuire. Leggendo i commenti voglio soffermarmi in maniera molto sintetica su quello che ha scritto Diego il 9 aprile. credo abbia centrato a pieno l’obbiettivo quando dice che oltre alla fame ci sono altre povertĂ  da sconfiggere, in primis quella “culturale” che secondo me è quella che genera le altre povertĂ . Un bravo allo Staff e a tuuti i collaboratori e un grazie di tutto cuore .

  7. Daniele scrive:

    Caro Diego, caro Attilio,
    grazie dei vostri commenti. Condivido in pieno quello che scrivete. La povertĂ  è prima di tutto una condizione culturale e da questo punto di vista noi italiani siamo abbastanza poveri. Il nostro è un paese troppo spesso indifferente, che si lascia passare tutto sulla testa, senza reagire. Dobbiamo invece far capire che abbiamo un ruolo in quello che succede nel mondo – e dunque anche vicino a noi – e che vogliamo giocarcelo al meglio, insieme. Grazie e a risentirci presto.

    daniele

Rispondi