Terremoti

Postato il aprile 14, 2010 da Daniele

Sembra che il terremoto più disatroso della storia sia avvenuto in Cina il 23 gennaio del 1556. Morirono 830.000 persone. La Cina è stata colpita di nuovo, la scorsa notte, da un terremoto circa 30 volte meno potente di quello del Cinquecento, che ha comunque fatto centinaia di vittime stando ai bilanci delle prime ore.

Ad Haiti le vittime sono state oltre 200.000 e, nel terremoto che ha colpito l’Aquila l’anno scorso, 300. Buona parte di tutte queste morti si potevano evitare, seguendo norme preventive adeguate. E’ una lezione che si stenta a imparare, tanto nei paesi poveri quanto in quelli industrializzati. A l’Aquila stessa si è avuto un bilancio così drammatico anche perché si è costruito dove non si doveva costruire e in modo non corretto.

Ma un terremoto non causa solo morti e feriti nell’immediato. Distrugge le comunità, lacera il tessuto sociale. Per cui, oltre a portare soccorso ai sopravvissuti, si deve lavorare nella ricostruzione.

Come actionaid abbiamo analizzato la ricostruzione de L’Aquila ascoltando molti che nel terremoto hanno perso casa, lavoro, affetti e ora cercano di riprendere in mano il proprio futuro. La situazione non è positiva, poiché queste persone sono state in massima parte escluse dalle decisioni più rilevanti per loro.

Quello che sta accadendo ad Haiti non è troppo diverso. E’ stata infatti costituita una commissione governativa per la ricostruzione presieduta dall’ex presidente USA Bill Clinton e dal primo ministro di Haiti Jean-Max Bellerive. Nomi importanti, certo, ma in che modo riusciranno a lavorare insieme alle popolazioni? Non si sa, e il rischio è che la ricostruzione si imposti escludendo i singoli e le loro comunità.

E’ un modo di procedere sbagliato.

Tutte le persone colpite hanno bisogno, dopo una prima fase, di essere messe in condizioni di autodeterminare la propria sorte. Ad Haiti non si tratta solamente di rimuovere le macerie, ma di dare alle persone lavoro e sicurezza alimentare.

Nel 2008 e 2009 il paese caraibico è stato uno di quelli maggiormente colpiti dalla crisi alimentare.  Questa è un’emergenza non meno grave del terremoto, a cui bisogna rispondere: non con aiuti diretti ma aiutando gli haitiani di garantire a se stessi un’alimentazione adeguata in modo stabile e duraturo.

Commenti (1)

 

  1. il 3millennio scrive:

    oggi vi o scritto questo!!!! a caldoro
    buongiorno presidente, vi so gia scrivendo da molto no solo sul vostro sito,ma anche su facebook,per farvi sapere che o realizzato la piu grande azienda al mondo dove riportera serenita lavoro e ripresa dell’economia .questi sono i temi che oggi voi stato non siete ingrado di fare. ben da allora io vi sto cercando di farvi capire che il metodo per risolvere questi problemi ci sta, e sta nel 3passo da fare. altri due passi gia velo detti quali sono nei messaggi precedenti.
    voglio capire una cosa , scusatemi tanto il popolo non e questo quello che vorrebbe dalla politica e dallo stato. allora non facciamo chiacchiere come sono sempre sono state fatte,ora il popolo vuole i fatti,vuole vedere le cose con gli occhi,
    creiamo il futuro nel senzo di come deve essere creato e no come si vuole creare,(vi ricordo che gia siamo in ritardo da molto ……..) ora per tutti gli sbagli commessi, si stanno spregando solo soldi , e senza ottenere risultati(si sente dai teleggiornali) .non diciamo sempre che stiamo uscendo dalla crisi, voi lo sapete bene come state situati, e dalle trasmissioni televisive si vede che non sapete neanche da dove partire. in pratica ora bisogna fidarsi di quello che o creato, e se vi fidate “il mondo sotto sopra metteremo e la crisi stermineremo,e a te presidente il n.1 del 3millennio diventerete, e silvietto che ama la napoli, nella storia restera come il creatore del 3millennio e l’eliminazione della crisi.”
    vi ricordo che nel 3millennio i soldi non vanno sprecati .
    il3millennio l”era da creare
    scrivete su google e virgilio (il 3millennio ) e leggete cosa vi sto scrivendo ,anche su facebook

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