Quattro giorni, quattro voti, quattro pedalate

Postato il aprile 28, 2010 da Daniele

Nel giro di quattro giorni la benzina è aumentata due volte.

Trasporti, ambiente e fame sono questioni collegate, come già abbiamo spiegato parlando di biocarburanti, su cui ecco un aggiornamento.

Il 21 aprile il Parlamento ha votato un ordine del giorno da noi promosso volto a bloccare i biocarburanti che producono fame. L’attenzione alla nostre richieste è stata forte, ma non sufficiente: l’ordine del giorno è stato bocciato per soli 4 voti, 199 contro 195.

Non ci perdiamo d’animo e insistiamo: siamo contattando il governo, che dovrà redigere il piano voluto dall’Unione europea per abbattere le emissioni nocive, per convincerlo a non impiegare a questo scopo i biocarburanti.

Cos’altro si può fare?

Seguendo uno dei dibattiti che si è sviluppato in rete sull’aumento della benzina si trovano alcune idee.

Molti propongono di usare di più la bicicletta. Ottima idea:  chi pedala non inquina, si mantiene in forma e non produce fame.

Però le bici richiedono spazi e strutture. A Roma – che pure è città sui colli e dal gran traffico – esiste BiciRoma, un’organizzazione di cittadini che si batte affinché l’uso di questo mezzo straordinario divenga sempre più ordinario.

Certo ve ne sono altre un po’ ovunque: tutte possono diventare alleate di ‘operazione fame’. 

Un nostro gruppo, quello di Cagliari, per il 23 maggio prossimo organizza una biciclettata proprio per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla relazione tra comportamenti individuali sostenibili e lotta alla fame. Ci torneremo, per raccontarla e per spiegare come la si può replicare altrove.

p.s. il 23 maggio è una data a cui sono molto legato. Nota privata, d’accordo, ma un blog in fondo non è un diario personale sul web?

Commenti (8)

 

  1. Cinzia scrive:

    Grazie Daniele, noi speriamo di coinvolgere veramente tante persone il 23 maggio per la nostra biCIBOclettata… :)

  2. Sarebbe fantastico se tutta questa bontà ambientalista da asilo fosse confortata da un briciolo di ragione.
    Sapete quanti sfigati come me abitano fuori città e sono costretti a usare l’auto per arrivare almeno alla prima fermata della metropolitana? E sapete perché non vivo in città, dove potrei usare la bici tutti i giorni? Perché proprietari di showroom, figli centrosocialisti di palazzinari ed ecologisti frou frou con l’attico in via Solferino hanno fatto schizzare alle stelle i prezzi delle case. Così io sono costretto a inquinare e loro girano in bici con il cartello No Oil. Quando ci sono le telecamere. Altrimenti prendono il SUV per andare a portare i bambini a scuola.
    Certa filosofia sociobuonista da quattro euro mi ricorda vecchi temi delle elementari: “Da grande voglio fare l’infermiera per curare le ferite del mondo…”

  3. Fabio Malagnini scrive:

    Tommaso, guarda che negli anni scorsi è scappata da Milano anche la middle class con il mito della villetta a schiera e dell’ambiente più sano per la prole.. salvo farci ritorno ogni giorno con un auto a testa e reclamare parcheggi.
    In ogni caso il Comune se ne fotte dell’ecologismo frou frou e finanche delle direttive europee: via Paolo Sarpi – che se passi adesso sembra ground zero – in versione semi pedonale non avrà neppure una pista ciclabile.

  4. daniele scrive:

    Cara Cinzia,
    in bocca al lupo per l’iniziativa!

    Caro Tommaso,
    premesso che alle elementari scrivevo che da grande volevo fare il pompiere, in realtà noi non stiamo dicendo ‘brutti automobilisti, mollate le vostre stupide auto e andate in bici!’. Stiamo chiedendo alle istituzioni e alle amministrazioni di assicurare mezzi di trasporto alternativi alle auto, anziché correre dietro alla chimera dei biocarburanti. La bici è una delle risposte, non certo l’unica, e va incentivata. Non so se sia sociobuonismo, so che a Monaco di Baviera e a Vienna - per citare città simile alle nostre metropoli – trasporti pubblici e rete ciclabili funzionano davvero. (p.s. ci si vede al Salone del Libro?).

    Caro Fabio,
    purtroppo la disattenzione degli amministratori è grande. Nel Lazio esiste una legge regionale che impone una parte ciclabile in ogni strada nuova. A Roma sono state completamente rifatte diverse importantissime strade del centro (tra cui via dei Fori Imperiali), ma di ciclabile neanche l’ombra…

    Grazie per i vostri interventi!

    daniele

  5. laura scrive:

    Da quando sono stata ad Amsterdam so cosa vuo dire una capitale senza auto. Ho in mente l’immenso parcheggio multipiano prossimo alla stazione ferroviaria, parcheggio sì, ma per bici: centinaia di migliaia di BICICLETTE!!! Una distesa di sellini, un mare di parafanghi e manubri, un mare calmo e pulito.
    Hai ragione Tommaso, ma se tu trovassi nei pressi di casa una pista ciclabile (in molte nostre larghe strade occorre solo il pensarci e mettere una staccionata) per pedalare fino alla metropolitana, un parcheggio sicuro dove parcheggiare la tua bici… se in tanti potessimo fare così, ti assicuro, così come ho visto in tante belle città d’Europa, questo farebbe la differenza.
    E a quelli che usano il Suv per girare in città credendosi strafighi: SIETE DEGLI SFIGATI FUORI DALLA STORIA, FIGURE PATETICHE CHE CREDONO DI ALLONTANARE LA LORO IMPOTENZA E LA LORO NOIA CON LA SPOCCHIA DI CHI OCCUPA SPAZIO CHE NON GLI APPARTIENE E INQUINANDO ARIA CHE POI DEBBONO RESPIRARE. SIETE DEGLI SFIGATI FUORI DALLA STORIA…

  6. aldo scrive:

    Nessuno è obbligato ad usare la macchina per andare al lavoro..
    Io faccio 28 km per recarmi al lavoro + 28 km al ritorno rigorosamente in bici o al max in treno.
    se proprio non avete il ” fisico ” fatevi una bici elettrica

    http://www.jobike.it/forum/

  7. matt scrive:

    i biocarburanti non producono necessariamente fame, informatevi prima di parlare per favore…e poi se vi sta davvero a cuore il problema della fame nel mondo, pensate a mangiare meno carne (o a eliminarla..) così magari tutte le coltivazioni intensive di frumento nel sud del mondo potranno essere destinate al consumo umano locale, anziché alimentare degli allevamenti sovraffollati che producono inoltre massicce quantità di metano (4 volte più attivo nell’infrarosso…quindi 4 volte piu’ gas serra…) e anidride carbonica…

    i biocarburanti non sono un demonio…ovviamente bisogna fare scelte di materia prima sostenubile ( es. Jatropha curcas) , ma prima di gettare accuse così pesanti bisogna tener presente che la fame nel mondo esisteva già molto prima che si iniziasse a parlare di biocarburanti…come mai…??

  8. Daniele scrive:

    Caro Matt,
    è vero, la fame esiste da quando esiste l’umanità. Però sono anche vere due cose: primo, negli ultimi anni il numero delle persone che patisce la fame è cresciuto. Secondo, tra le cause di questo aumento vi è anche la produzione dei biocarburanti. La Banca Mondiale attribuisce ai biocarburanti il 75% dell’aumento dei prezzi del cibo. E’ vero anche quel che dici tu, e cioè che ci sono biocarburanti che non entrano in competizione con il cibo, sono i cosiddetti ‘biocarburanti della II generazione’, la cui produzione sarà però significativa solo a partire dal 2020, nella migliore delle ipotesi. Per adesso i biocarburanti si generano con prodotti che, invece, dovrebbero servire a sfamare le persone. Per dare un’idea delle cifre di cui stiamo parlando, per fare 50 litri di bioetanolo servono 232 kili di mais, ovvero quanto servirebbe per sfamare per un anno intero un bambino. Le fonti di quel che scrivo si trovano qui, al fondo della notizia si può scaricare anche il nostro rapporto sull’argomento.

    Caro Aldo,
    i miei più vivi complimenti! Anche io vado a lavorare tutti i giorni in bici, ma faccio molti meno km (sono fortunato, lo so bene). E’ sicuramente possibile creare reti ciclabili utilizzabili anche da chi entra in città per lavorare arrivando da fuori. A giudicare dai tremendi serpentoni che si vedono tutte le mattine, siamo sicuri che in bici ci si metterebbe più tempo? non credo, francamente. Ma ci vogliono delle belle piste, sicure, che oggi non abbiamo.

    Cara Laura,
    anche io ho negli occhi quell’incredibile multipiano: ogni tanto riguardo le foto, perché non ci si crede. E non è solo Amsterdam, ma anche Rotterdam – vale a dire una città moderna, caotica, piena di gente – ha una rete ciclabile che consente un’alternativa (di questo si parla, non di obbligare all’uso della bici, ma di far sì che chi vuole pedalare possa farlo senza particolari difficoltà).

    Grazie per i vostri commenti.

    Ah, a proposito di questo argomento, vi segnalo questa notizia. Interessante, no?

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