Ricorrenze

Postato il giugno 9, 2010 da Daniele

Il presidente Napolitano domenica 6 giugno si è recato a Santena a inaugurare la tomba, restaurata, di Camillo Benso conte di Cavour.

Proprio il 6 giugno del 1861 Cavour moriva, cinquantenne, facendo appena in tempo a vedere l’Italia unita (seppur ancora mancante di un pezzo, Roma e ‘dintorni’). L’Italia era unita, ma anche decisamente più libera (i critici del Risorgimento dovrebbero far lo sforzo di vedere cosa succedeva nel regno delle due Sicilie e nello stato della chiesa, prima dell’unità).

Il 6 giugno è anche il giorno del D-Day, lo sbarco in Normandia, tappa fondamentale per la liberazione dell’Europa dal nazismo.

E oggi, 8 giugno, ricorrono i vent’anni dalle prime elezioni libere in Cecoslovacchia.

Queste ricorrenze ci rincuorano: in modo molto poco lineare, l’umanità sembra andare comunque verso la libertà. Ma c’è un’enorme parte della popolazione che da questo progresso è esclusa: il miliardo e venti milioni di abitanti del pianeta che soffrono la fame. Eppure anche per loro la libertà è possibile. ‘Basterebbe’, tra le altre cose, che i paesi più ricchi mantenessero gli impegni che hanno assunto nell’aiutare i popoli meno sviluppati.

Noi, con Operazione Fame, abbiamo l’ambizione di fissare presto una nuova ricorrenza, quella in cui ci si ricorderà che la fame è stata sconfitta.

Utopia? Certo, ma è la stessa utopia che ha animato le battaglie per la libertà del passato. Vaclav Havel, ex presidente cèco, proprio poco prima delle prime elezioni nel suo paese, scrisse che dobbiamo agire mossi dal «sentimento che nessuno di noi, in quanto individuo, salverà il mondo intero, ma deve comportarsi come fosse nelle sue possibilità».

Ormai ne siamo convinti: in quanto singoli non possiamo salvare il mondo, ma agendo insieme sì, è «nelle nostre possibilità».

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