La responsabilità

Postato il giugno 25, 2010 da Daniele

«La responsabilità è mia», ha detto Marcello Lippi poco dopo la sconfitta che ha messo l’Italia fuori dal mondiale. Bene, anzi benissimo.

Di solito nel nostro paese ci si comporta come John Belushi in questa epica scena di The Blues Brothers. Quindi, che l’allenatore della nazionale non abbia dato la colpa alle cavallette ma a se stesso, è cosa da apprezzare

Certo all’assunzione di responsabilità dovrebbe seguire qualcosa (non so, tipo che ridà parte dello stipendio, uno dei più alti tra quegli degli allenatori al Mondiale sudafricano).

Tra poche ore, a Toronto, inizia la riunione del G8/G20. Quella dell’anno scorso, in Italia, s’era conclusa con l’approvazione de L’Aquila Food Initiative. Un progetto concreto, che prevedeva di destinare, in tre anni, 20 miliardi di dollari nella lotta alla fame.

Un anno dopo ne è stato versato meno del 10%.

Ma chi si assume la responsabilità di questo ennesimo fallimento?

Nell’attesa che qualcuno si faccia avanti, chiedo ai lettori di Venticinque di aderire al manifesto “Operazione Fame”, per dire che, a noi, la fame non sta bene, e vogliamo cancellarla.

Commenti (2)

 

  1. margaret scrive:

    io non ci potevo credere. ho sentito alla radio e poi sono apposta andata a controllare su skynews. Lippi ha proprio detto: era la mia responsabilità, mi dispiace da morire, loro non hanno fatto bene ma io avrei dovuto fare di più. E ho pensato, come te, che non mi ricordo di aver sentito politici italiani parlare in questo modo negli ultimi anni.
    E i punti a mio avviso sono due:
    - questa responsabilità non la sentono – davvero – la politica è un mezzo per soddisfare i loro fini (potere, soldi, compiacere i propri elettori) dunque le parole rimangono scatole vuote e nessuno se ne cura.
    - noi come cittadini facciamo poco, pochissimo, per ricordare ai nostri politici che loro hanno una responsabilità e devono rendere conto a NOI che li abbiamo scelti come rappresentanti. A noi cittadini di fare la nostra parte, di chiedere ciò che ci spetta, quello che è un nostro diritto chiedere.

  2. daniele scrive:

    Cara Margaret,
    a una settimana di distanza possiamo dire di aver visto un bel campionario di scuse e controscuse, sulla performance italiana. I maligni dicono che a Lippi costava ben poco fare ammenda, visto che tanto se ne va (e senza penali…). Ma, come giustamente dici tu, a noi già questo sembra tanto. Ci siamo abituati – hai centrato il problema, secondo me – che ‘i politici possono fare un po’ quello che credono, senza doverne poi rendere conto’. Cambieremo anche questa pessima abitudine, come un’altra di cui parlo nel post pubblicato oggi.
    A presto!

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