Corallo, difesa e fame

Postato il agosto 11, 2010 da Daniele


La barriera corallina è un patrimonio dell’umanità, e come tale va difesa. E cosa difende meglio di un po’ di carrarmati?

Nel caso la notizia vi sia sfuggita, eccola qua. Il governo thailandese ha scoperto che le carcasse di vecchi cingolati, inattivi dal 2004,  sono un habitat ideale per quegli organismi che, nel tempo, ricostituiranno la barriera corallina, favorendo così anche la ripopolazione ittica della zona.

Non che la Thailandia abbia deciso di riconvertire le spese militari in spese ambientali: come documentato dall’autorevole Sipri, nel paese asiatico le spese militari continuano a salire, e nel 2008 sono arrivate all’1,5% del prodotto interno lordo.

Sempre meno dell’Italia, però, che nello stesso anno ha investito in queste attività l’1,7% del suo prodotto interno lordo, pari a circa 39 miliardi di dollari.

Il caso vuole che questa cifra sia quasi coincidente a quella che, secondo la FAO, ogni anno sarebbe necessaria per sconfiggere la fame nel mondo, vale a dire 40 miliardi.

Così, per difendere l’umanità, l’Italia potrebbe inaugurare ‘l’anno in cui ci si difende dalla fame’, riconvertendo il budget in spese militari in risorse per garantire il diritto al cibo.

Utopia? Non più di quella secondo cui spendere 40 miliardi di dollari l’anno in armi garantisca un futuro migliore…

Nell’attesa, in ogni caso, aderite al nostro manifesto contro la fame, per ribadire che vogliamo cancellarla, sul serio.

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