La nobiltà del maiale

Postato il settembre 29, 2010 da Daniele

Accidenti. Le mie elementari sono state davvero poco formative. Pare, infatti, che io sia l’unico che, durante i primi anni di scuola, non abbia mai sentito la battuta “SPQR = Sono Porci Questi Romani”.

Così, quando il ministro Bossi due giorni fa ha avuto un rigurgito infantile, molti hanno commentato dicendo, appunto, che è una battuta “da bambini”, a cui non dare troppo peso.

Ok, qua mi ci ritrovo. Lo so benissimo che alle parole del governo italiano non bisogna dare importanza, a partire da quelle dell’attuale primo ministro.

Il 29 gennaio 2002  Silvio Berlusconi ha dichiarato: “L’Italia è in prima linea nella lotta a fame e povertà ed è nostra intenzione far salire il contributo italiano nei confronti dei paesi più sfortunati all’1% del Pil”. Escludendo i trasferimenti obbligatori all’Unione europea, oggi siamo allo 0,16%.

Il 9 luglio 2009, mentre presiedeva il G8, Berlusconi ha promesso che entro l’agosto successivo l’Italia si sarebbe rimessa in pari con i versamenti al Fondo Globale per la lotta all’Aids, alla tubercolosi e alla malaria. Tredici mesi dopo, ancora non s’è visto nulla.

Insomma, nel governo italiano c’è chi dice parole a caso in sedi ufficiali internazionali, figuriamoci alle sagre paesane.

Eppure nella mia gloriosa scuola elementare, dove non ho imparato la battuta sull’SPQR, si diceva che le parole sono molto importanti.

Non solo: la mia maestra mi spiegò anche che il maiale non è un animale così disprezzabile. E’ socievole, capace di sentimenti complessi e, soprattutto, sa pensare in modo articolato. Facoltà, quest’ultima, di cui i ministri del governo italiano non sempre si avvalgono.

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