Quando il 67 non è un bel numero

Postato il ottobre 27, 2010 da Daniele

‘Sessantasette’ è un bel numero, almeno per me. Innanzitutto è un numero primo, quindi bello in sè. E poi è l’anno in cui sono nato (d’accordo, davanti ci vuole anche un 19). Non solo: il ’67′ è l’autobus che prendevo spesso da giovane, e fa un bel tragitto: parte da piazza Solferino, dove c’è una delle statue più belle della città, passa nel centro, poi San Salvario, attraversa il fiume, e finisce la sua corsa dopo aver costeggiato la collina (ovviamente stiamo parlando di Torino…).

Ma leggere che 67 è la posizione in cui si trova l’Italia nella classifica dell’indice di trasparenza, non mi fa un bell’effetto.

Il giudizio è formulato da Transparency International, la più importante organizzazione internazionale indipendente contro la corruzione. L’elenco completo potete trovarlo qui.

Democrazia significa partecipazione, la partecipazione è impossibile senza la trasparenza. Per noi di ActionAid questo è fondamentale. I nostri interventi sono sempre volti, prima di tutto, al coinvolgimento delle popolazioni, delle comunità. I singoli cittadini devono ingaggiarsi con le amministrazioni, con le istituzioni in un dialogo che porti a decisioni utili per il bene comune.

Questo è l’approccio che cerchiamo di seguire nel sud del mondo, dove abbiamo scelto di lavorare non per le persone emarginate, ma insieme alle persone emarginate.

La sensazione, a giudicare anche da questo pronunciamento di Transparency International, è che dovremo farlo sempre di più, anche in Italia. In parte abbiamo già cominciato, come testimonia il nostro lavoro sullo spostamento del G8 da La Maddalena a L’Aquila: andremo avanti per questa strada.

Di passaggio faccio notare che, davanti a noi, nella classifica sull’indice di trasparenza, c’è il Rwanda . Il piccolo paese africano si muove, molto, e spesso verso il meglio. Ma questa è un’altra storia, di cui torneremo presto a parlare.

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