Colpa della gravità

Postato il novembre 10, 2010 da Daniele

“Le cause del crollo sono da far risalire a eventi naturali che possono determinare situazioni come quella di Pompei in edifici storici come in edifici moderni”, sostiene Vittorio Sgarbi.

Il ministro competente, Sandro Bondi entra un po’ più in dettaglio: “le cause del crollo sono chiare e derivano da infiltrazioni d’acqua e dal restauro effettuato negli anni ’50 con una copertura di cemento armato, che ha determinato il crollo dell’edificio”, per poi aggiungere, nella puntata di ieri di Ballarò, che sono cose che possono capitare a edifici di oltre duemila anni.

Insomma, se un pezzo di Pompei è venuto giù non è colpa di nessuno e se mai fosse colpa di qualcuno sarebbe colpa di di qualcuno che ha fatto un restauro sessant’anni fa.

Nessuno è responsabile di niente. E’ normale che inestimabili patrimoni della nostra cultura vadano giù: in fondo esiste la forza di gravità, no?

Ankita è una bambina di 10 anni  che vive nello stato indiano di Uttarakhand. Ankita aveva un problema: andava a scuola, ma spesso era costretta a tornare a casa perché l’insegnante non si presentava in aula.

Quindi i suoi smisero di mandarcela, a scuola. Ankita poteva rassegnarsi, in fondo è una bambina, sono i grandi che devono occuparsi di lei. Invece, insieme ad altri ragazzini come lei, Ankita si è sentita responsabile del suo futuro, della sua istruzione, della sua cultura. Per sapere il resto della storia, andate qui.

A proposito di responsabilità: voleste mai celebrare il 20 novembre, giornata mondiale dell’infanzia, potete farlo anche attivando un sostegno a distanza.

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