Casa

Postato il dicembre 21, 2010 da Daniele

Per le feste è bello stare in famiglia, tornare a casa (Trenitalia permettendo, ovviamente).

“Tutti hanno qualcosa che chiamano casa”, canta Roger Waters. E, secondo il leader dei Pink Floyd, può essere tante cose, la casa: una città, un pezzo di deserto, un banchiere o un panettiere…

La casa alle volte ha una connotazione ‘immateriale’. Mi riferisco a quando ci ripariamo dietro certezze, alcune molto sane, come valori, ideali, affetti. Altre un po’ sciagurate, come i pregiudizi.

Ad esempio, non siamo molto inclini a pensare che i cosiddetti ‘zingari’ la desiderano davvero, una casa.  Pensiamo che siano ‘nomadi’, che a loro stia bene vivere così, in condizioni provvisorie e precarie.

Invece la maggior parte di loro la casa la vorrebbe, più o meno come chiunque altro.

Vale la pena, in merito, riassumere una storia, quella di oltre cento famiglie che vivevano nel campo di via Triboniano, a Milano.

Devono andare via, perché lì dove stanno deve sorgere un cantiere per l’Expo 2015.

La Regione Lombardia ha considerato 25 di queste famiglie “popolazione connotata da particolare fragilità” e, il 5 agosto scorso, ha deciso di mettere a loro disposizione altrettanti alloggi.

Ma il sindaco di Milano, spalleggiata dal ministro degli interni, ha detto che non erano d’accordo, niente case agli zingari. Motivazione? ‘Politica’, secondo il ministro.

I giudici, invece, l’hanno vista diversamente. Il venir meno ai patti, secondo il tribunale civile di Milano, avrebbe avuto una motivazione razzista.

Come andrà a finire questa storia lo vedremo nei prossimi giorni. Per ora mi limito a dire che, a leggere molti commenti in calce a questo articolo, scritti dai lettori, faccio fatica io a sentirmi a casa, qui in Italia.

Commenti (1)

 

  1. margherita scrive:

    impossibile non pensare a Orwell

    “Tutti gli uomini sono uguali, ma alcuni uomini sono più uguali degli altri” (la fattoria degli animali)

    provate a fare un test: la maggior parte delle persone risponderà che pensa che tutti gli uomini / donne siano uguali, stessi diritti, stessi doveri.

    Poi ponete loro un caso specifico come questo delle case e vedrete che per loro è “più giusta” la frase completa riportata qui sopra.

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