C’è chi abbaia e chi farnetica

Postato il febbraio 10, 2011 da Daniele

Certo, i protagonisti del Risorgimento, i pezzi grossi, li conosciamo tutti. Cavour, Garibaldi, Mazzini e, naturalmente, Vittorio Emanuele II.

Ma il Risorgimento è stato possibile grazie a tanti personaggi meno ricordati, di cui Venticinque intende parlare, a cominciare da oggi.

In questo meraviglioso quadro di Pietro Ayres è rappresentata la famiglia Ferrero dei Marchesi La Marmora, di cui parlerò, (eccome se parlerò) in qualche prossimo post.

Ora vorrei concentrare però l’attenzione sulla simpatica bestiola che si vede al centro del quadro. Non è delizioso?

E chissà quante belle corse han fatto insieme, sulle prealpi biellesi, dove i La Marmora abitavano, il cane e i suoi padroni.

Battute di caccia, passeggiate nella natura.

Il cane, ne siamo certi, sarà stato un compagno fedele, oserei dire anche ‘educato’.

D’altra parte, lo dice la signora Tiziana Maiolo, educare un cane non è difficile, anzi: è più facile che educare un bambino Rom.

Ha ragione: tempo qualche settimana e un cane impara dove deve fare i suoi bisogni, mentre ci vogliono anni prima che un bambino abbandoni il pannolino. Un cagnolino nel giro di pochissimo riconosce il proprio nome e, quando chiamato, accorre. Un cucciolo di essere umano ci mette un sacco di tempo a fare altrettanto (e poi è un apprendimento temporaneo: dopo vari anni, di solito durante l’adoloscenza, il giovane smette di rispondere al richiamo dei genitori).

Insomma, tirare su un cane è molto più facile che mettere in riga un bambino, verissimo. Ma questo vale per qualsiasi bambino, non solo per quelli rom.

Il problema è un altro: chi riuscirà a educare la signora Maiolo?

* * *

p.s. per l’immagine del quadro, che potete vedere meglio cliccandovi sopra, un grazie di cuore all’amico Francesco Alberti La Marmora. Il palazzo La Marmora lo potete visitare, almeno virtualmente, qui.

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