Laura e le altre

Postato il marzo 7, 2011 da Daniele

Vittorio Emanuele II, maschio. Cavour, maschio. Mazzini, maschio. Garibaldi, maschio che piĂą maschio non si può. E’ innegabile, a fare l’Italia sono stati gli uomini.

Chiaro, no?

No. Primo, il Risorgimento non è stato realizzato solo da alcuni grandi uomini, è stato un movimento di popolo. Secondo, in mezzo a questo popolo vi erano tante donne.

Donne che non si limitarono a cucire giubbe rosse, furono anche animatrici di dibattiti culturali e politici. Donne in prima linea nel rivendicare e dare concretezza ai diritti sociali come quello all’istruzione, certamente, ma anche diritti civili e politici, come quello alla partecipazione democratica.

Non avevano vita facile: non potevano partecipare alle elezioni, né come elettrici e men che mai come candidate.

Alcune di loro erano esuli, come la napoletana Laura Beatrice Mancini. La “dolce musa del Risorgimento italiano che deve ancora sciogliere il canto alla bandiera tricolore piantata sull’alta torre del campidoglio”, come la definisce sua figlia nel 1864, era una senza peli sulla lingua.

Quando celebrò in versi Agesilao Melano – autore di un fallito attentato al re borbone Ferdinando II, finito sul patibolo dopo essere stato lungamente torturato – rischiò una condanna per “offesa a un capo di stato straniero”.

Alzò poi la sua voce anche in favore dei rivoluzionari polacchi, nel 1863, e di nuovo si beccò i rimbrotti del ministro degli esteri piemontese, che però non riuscì a impedire che la sua opera venisse letta al teatro Carignano, proprio davanti al parlamento italiano.

Lo sappiamo bene: il Risorgimento non ci ha dato un’Italia dove uomini e donne godono di uguali diritti. Neppure ci ha dato un’Italia davvero unita, nei fatti, come la dolce musa del Risorgimento sognava.

E neppure ci ha dato un’Italia capace di accogliere gli esuli, quale Laura Mancini era. (A proposito di esuli: il 7 marzo sono ricorsi vent’anni dalla prima grande ondata sull’Italia. Quel giorno del 1991 ventimila albanesi arrivarono a Brindisi e la cittĂ  li accolse, in un modo che ancora oggi le fa onore e che ha molto da insegnare a tutto il paese, a partire dal Nord).

Insomma, molto resta ancora da fare. SarĂ  meglio darci una mossa, anche in onore di Laura e delle altre.

Qualche idea la trovate su actionaid.it.

Commenti (1)

 

  1. Gentile dottor Daniele Scaglione, ho letto il post e lo scritto che riguarda la nostra poetessa laura Beatrice mancini-Oliva. E’ bello. Informo che il giorno 17 marzo 2016 del paese natale di Pasquale Stanislao Mancini (1817-2017), grande giurista e uomo di stato, iniziano gli incontri culturali con una mostra e presentazione del volumetto P. s. Mancini, l’uomo, lo statista, il giurista. bicentenario della nascita (2017). Gradirei avere altri scritti che ricordano anche la sfortunata poetessa risorgimentale del Mezzogiorno.
    Cordiali saluti.
    gorsogna@gmail.com

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